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Fotografia urbana: consigli per realizzare scatti artistici

Se si visita una città d’arte, un borgo antico o ci si trova al cospetto di una suggestiva opera architettonica, è normale desiderare di fare una foto. Con il tempo, la fotografia urbana può diventare una passione. In realtà, si tratta di una vera e propria forma d’arte. Infatti, le opere più belle sono usate per realizzare splendide stampe per poster che vengono esposte anche in prestigiose gallerie.

Prospettiva e obiettivi

Una foto non è la rappresentazione della realtà, ma di un’emozione. Nello specifico, si tratta dell’emozione che un fotografo prova nel guardare un soggetto. Ecco quindi che la parola “prospettiva” significa il modo in cui il fotografo decide di inquadrare il soggetto. Se, ad esempio, si vuole comunicare il senso di maestosità di una cattedrale, il modo migliore per esprimerlo è un’inquadratura dal basso verso l’alto. La prospettiva può cambiare le normali geometrie che siamo abituati ad ammirare. Basta guardare una foto della Fontana di Trevi ripresa dall’alto per accorgersi di un’armonia di forme che altrimenti rimane sconosciuta. La scelta degli obiettivi dipende dal tipo di soggetto da inquadrare. Il grandangolo è perfetto per luoghi ampi (come le piazze), mentre un teleobiettivo è indispensabile per riprendere dettagli che si trovano molto lontano.

L’attrezzatura

In un’era in cui le fotocamere dei cellulari sono sempre pronte a fissare i ricordi attraverso milioni di pixel colorati, si pensa che sia sufficiente puntare un obiettivo e scattare per ottenere una foto indimenticabile. In realtà, non è affatto così. Le foto di paesaggi urbani che ammiriamo su poster e riviste, sono il prodotto di una grande esperienza e dell’attrezzatura giusta. Si può cominciare con una fotocamera con un tele e un grandangolo, per essere in grado di lavorare sia sulle distanze che sulle prospettive ravvicinate. Se si ha intenzione di sperimentare con l’esposizione o con scatti che catturino il movimento in contrasto con la staticità di costruzioni e palazzi, bisognerà munirsi di un cavalletto.

I corsi di fotografia

Per affinare la propria tecnica, è possibile frequentare corsi specifici di fotografia urbana. Normalmente, vengono organizzati dalle accademie di fotografia e consistono in lezioni itineranti che si svolgono in città o nelle zone limitrofe, in orari diversi della giornata. In questo modo, sarà possibile sperimentare con luci diverse e differenti esposizioni.

Esporre le foto

Una volta che è la foto è stata stampata, si può montare su supporti appositi, che possono essere appesi al muro, anche senza cornice. Sul web, si possono trovare poster di alta qualità, realizzati con scatti di fotografi professionisti e stampati su carta di alta qualità. Se incorniciati, questi poster dureranno nel tempo e potranno abbellire qualsiasi ambiente, da un salotto elegante a un ufficio moderno.

Arte e fotografia

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La fotografia a beneficio dell’arte

Un altro dei grandi cambiamenti apportati dalla fotografia riguarda il modo di fruire dell’arte: fino all’invenzione della camera oscura, del dagherrotipo e di tutte quelle evoluzioni che porteranno alla nascita della fotografia istantanea, per ammirare un’opera artistica si era costretti a vederla dal vivo. Ma spesso le principali opere si trovavano nelle case dei benestanti o nelle Cappelle private dell’aristocrazia; la massa non poteva accedervi.

È grazie alla fotografia (ma non solo) che l’arte diventa fruibile a tutti: ammirare i capolavori artistici di Caravaggio o di Leonardo ora è possibile in qualunque momento, anche in dettaglio. Certamente lo stupore generato dall’opera vista dal vivo è impareggiabile, tuttavia la conoscenza di cui siamo potenzialmente in possesso è enorme anche senza recarci direttamente nei musei. Non per niente “La Gioconda” è diventato il dipinto più famoso al mondo nel momento in cui la stampa ha potuto diffonderne le immagini.

Non finisce qui: la fotografia ha permesso agli storici dell’arte di compiere analisi approfondite anche a distanza, soprattutto grazie all’invenzione delle pellicole a colori, contribuendo a diffondere lo studio della pittura (ma anche della scultura) in modo più democratico e capillare.

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La fotografia ha cambiato l’arte

Sin dalla notte dei tempi, la pittura è stata un tentativo di imitare la realtà: dagli uomini primitivi che nelle caverne riproducevano delle scene di caccia alle prime sperimentazioni della tridimensionalità da parte di Giotto, sembra sia rimasto immutato il nostro bisogno atavico di mostrare degli scenari verosimili. L’arte pittorica ha potuto così evolversi indisturbata fino all’invenzione della fotografia a metà del XIX secolo. È la potenza di questo strumento a cambiare definitivamente il corso degli eventi, mutando la percezione del reale e il modo di interagire con la verosimiglianza.

La fotografia diventa in poco tempo lo strumento principale per conoscere la realtà in virtù della sua capacità di superare l’occhio umano. Un esempio è la corsa dei cavalli: sino all’Ottocento si credeva che i cavalli al galoppo staccassero completamente le quattro zampe da terra in massima estensione. È necessaria una prova dimostrativa organizzata da Eadweard Muybridge, un fotografo britannico pioniere della fotografia del movimento, per osservare le movenze reali dei cavalli in corsa. Il risultato sconvolgerà i pittori dell’epoca e li convincerà definitivamente ad affidarsi alla fotografia per ritrarre meglio la realtà.

La fotografia è anche strettamente legata al cinema: il 6 gennaio 1896, in occasione della proiezione del cortometraggio “Arrivo di un treno alla stazione di La Ciotat” dei fratelli Lumière, i fotogrammi in movimento del treno che sopraggiunge frontalmente in sala, lasciano di stucco gli spettatori, che leggenda vuole fuggano terrorizzati. Dopo aver sconvolto la pittura, la fotografia sconvolge le persone.